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Agroenergie

COLTURE ENERGETICHE, danno produzioni che possono essere trasformate in biocombustibili alternativi ai carburanti fossili. Convenzionalmente vengono suddivise in due tipi di produzione in base alla sostenibilità delle produzioni: I BIOCARBURANTI DI PRIMA GENERAZIONE derivano da colture dedicate e gestite con impiego di input equivalenti a quelli delle colture alimentari e su terreni vocati al fine di massimizzare la resa. BIOCARBURANTI DI SECONDA GENERAZIONE o biocarburanti avanzati, derivano da sottoprodotti di colture principali, residui agricoli e forestali, rifiuti domestici o industriali, e colture non alimentari su terreni marginali.

Girasole

Il girasole è una coltura miglioratrice che per la sua tolleranza agli stress idrici e calorici, consente l’interruzione delle monosuccessioni di cereali nelle semine primaverili.

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Colza Ibrida

Il Colza rappresenta, grazie alla sua grande adattabilità a gran parte degli ambienti pedoclimatici italiani, una coltura di grande intresse agronomico ed ambientale, valida alternativa ai cerali vernini.

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Ricino

Il RICINO è una pianta da olio di origine tropicale con grande plasticità agronomica: adatto ad ambienti marginali con limitata disponibilità idrica e di nutrienti e tollerante la salinità, risponde in maniera lineare all’aumento degli inputs

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Cartamo

IL CARTAMO è una pianta annuale a ciclo primaverile-estivo (al Nord) o autunno-vernino (al Centro/Sud). «Parente» del girasole si distingue da questo per il portamento ramificato e per il più alto numero di infiorescenze, i capolini, di dimensioni molto più piccole.

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Crucifere oleaginose

La famiglia delle crucifera (brassicacee) annovera numerose specie che producono semi ad elevato contenuto in olio ad uso alimentare, industriale o energetico. Le brassicacee sono normalmente piante rustiche ed adattabili alle diverse situazioni colturali, anche in ambienti marginali e con basso impiego input

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