2005 - Versione 1.0
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ERBA MEDICA

 

 

ERBA MEDICA
L'erba medica rappresenta la base foraggera nell’alimentazione delle vacche per la produzione di latte destinato a formaggi di qualità, grazie all'elevata produttività, alla buona distribuzione stagionale e all'ottima qualità del foraggio. SIS ha sempre sostenuto una politica di qualità basata sull'impiego di varietà nazionali, quale valida alternativa agli ecotipi, per i seguenti vantaggi: materiale geneticamente garantito, omogeneità delle piante all'interno del prato, maggiore resistenza ad avversità specifiche, migliore persistenza e minor diradamento e migliore qualità del foraggio. SIS, oltre a presentare le sue varietà già ampiamente affermate, continua nel suo programma di ricerca finalizzato all'ottenimento di cultivar superiori con i seguenti caratteri: - ampia adattabilità all'areale di coltivazione della specie; - ricaccio precoce e abbondante dopo ogni taglio; - resistenza ai tagli anticipati e frequenti; - elevato rapporto foglie/steli; - ritardata senescenza ed alta persistenza
 
   

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Consigli colturali
 

Semina
Modalità
Rullare prima della semina per uniformare la profondità e dopo per favorire il contatto del seme con il terreno. Tale pratica è però sconsigliabile nei terreni pesanti. In tali condizioni l’elevata umidità che generalmente si riscontra nel terreno in primavera può causare difficoltà nelle successive operazioni di semina. Nei terreni soggetti a formazione di crosta superficiale, utilizzare rulli tipo “cultipaker” al posto di quelli lisci. Seminare a file distanti 12 - 15 cm. La profondità di semina riveste una particolare importanza: in condizioni ottimali (terreno ben preparato, adeguato contenuto di umidità) posizionare il seme alla profondità di 1 cm, quando lo strato superficiale è troppo asciutto approfondire fino ad un massimo di 2 cm. La velocità di avanzamento non deve superare i 4 - 5 Km/h.
Epoca Le migliori condizioni per la semina si verificano nel mese di marzo. Semine precoci aumentano il rischio di gelate tardive, mentre il ritardo della semina può comportare il rischio di stress idrico e termico a causa dell’insufficiente grado di sviluppo dell’apparato radicale. Le semine si anticipano nei terreni sciolti, che si scaldano più rapidamente, mentre si posticipano in quelli pesanti, più freddi. In collina le semine sono più tardive e possono protrarsi anche nella prima metà di aprile. Densità Per ottenere un investimento ottimale (300 - 400 piante/m2) nell’anno di impianto si consiglia di impiegare dosi di seme comprese tra 30 e 40 kg/ha, utilizzando i valori più bassi nelle migliori condizioni di preparazione e umidità e temperatura del terreno.

Concimazione
É importante considerare le due seguenti caratteristiche peculiari dell'erba medica: l’azotofissazione e la poliennalità. L'azotofissazione: l’erba medica è una pianta azotofissatrice. Grazie alla simbiosi con Rhizobium meliloti è in grado di soddisfare le proprie esigenze azotate prendendo questo elemento direttamente dall'atmosfera. Questo significa che per quanto riguarda la nutrizione azotata, l'erba medica può considerarsi autosufficiente. Maggiore importanza potranno avere invece gli apporti di altri elementi, in particolare di fosforo e di potassio. La poliennalità: l’erba medica è una coltura poliennale, che nelle migliori gestioni arriva al 4°-5° anno di produzione. Oggi, proprio perché la tecnica di coltivazione è poco attenta ai bisogni di questa pianta, si assiste ad un accorciamento della vita economica del medicaio e raramente si supera il terzo anno. Essendo una coltura poliennale, la concimazione verrà distinta nei due sottocapitoli : - concimazione nell’anno di impianto; - concimazione negli anni successivi. FERTILIZZAZIONE all'impianto
AZOTO Nonostante le elevate asportazioni, l'erba medica non abbisogna di somministrazioni azotate, che anzi, si ripercuotono sulla durata del prato.
Fosforo e potassio
lo schema di concimazione si basa sul reintegro delle asportazioni più gli apporti di arricchimento da realizzare tramite la concimazione di fondo (i fertilizzanti dovranno essere interrati all'aratura o durante i lavori complementari di preparazione del terreno, ad esempio l’erpicatura), e con apporti annuali in copertura.
FERTILIZZAZIONE anni successivi all'impianto
Fosforo e Potassio
solo in caso di Dotazione terreno scarsa il medicaio dimostra di giovarsi delle somministrazioni di copertura realizzate a fine inverno. I quantitativi da distribuire terranno conto delle asportazioni annue calcolate sulla base delle produzioni e della quota anticipata all'impianto.
Azoto
Una volta insediato, il medicaio non necessita di apporti azotati, che anzi, porterebbero al diradamento della cotica per la progressiva scomparsa della medica e all'aumento dell'infestazione, riducendo la durata economica del prato.

  ERBA MEDICA
 

Utilizzazione
 
ERBA MEDICA  
Un foraggio di qualità deve avere: buona appetibilità e sanità (assenza di muffe, terra, polveri, cattivi odori);
elevata ingeribilità, il fattore che influenza principalmente questo parametro è il contenuto in NDF (Fibra neutro detersa); questa frazione fibrosa comprende fondamentalmente la parete cellulare dei vegetali (Emicellulosa, Cellulosa e Lignina) ed esprime la "voluminosità" del foraggio; ovvero più elevata è l’NDF, minore è l’ingestione di sostanza secca da parte dell’animale;
elevata digeribilità: consentita da un basso contenuto in ADF (Fibra acido detersa); questa frazione fibrosa è meno digeribile della precedente e comprende cellulosa e lignina; l’ADF, perciò è un utile parametro per stimare la digeribilità dell’alimento: maggiore è il contenuto di ADF, minore è la digeribilità;
elevato contenuto in nutrienti (proteine, sali minerali, vitamine, ecc…). Da questo punto di vista il foraggio di erba medica presenta caratteristiche nutrizionali molto positive quali l’elevato contenuto proteico, minerale, vitaminico e la buona qualità della fibra.
Il foraggio di erba medica risulta particolarmente adatto per bovine molto produttive, a condizione che lo sfalcio sia eseguito nello stadio ottimale. Il momento del taglio influenza la concentrazione energetica, il contenuto proteico e la digeribilità, che risultano decrescere rapidamente dallo stadio di bottoni fiorali in poi; con il procedere della fioritura, infatti, diminuisce la proporzione di foglie a favore degli steli, nei quali, inoltre, si assiste all’aumento delle componenti fibrose (lignina, cellulosa ed emicellulosa). con tagli frequenti la perdita produttiva è trascurabile e generalmente controbilanciata da un miglioramento della qualità del foraggio. E’ però necessario scegliere cultivar che siano adatte agli sfalci ravvicinati e quindi in grado di assicurare buona vitalità e durata del prato.
 

   

 

 

 

 

 

 
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09-09-2010
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