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Un foraggio di qualità deve avere:
buona appetibilità e sanità (assenza di muffe, terra, polveri, cattivi odori);
elevata ingeribilità, il fattore che influenza principalmente questo parametro è il contenuto in NDF (Fibra neutro detersa); questa frazione fibrosa comprende fondamentalmente la parete cellulare dei vegetali (Emicellulosa, Cellulosa e Lignina) ed esprime la "voluminosità" del foraggio; ovvero più elevata è l’NDF, minore è l’ingestione di sostanza secca da parte dell’animale;
elevata digeribilità: consentita da un basso contenuto in ADF (Fibra acido detersa); questa frazione fibrosa è meno digeribile della precedente e comprende cellulosa e lignina; l’ADF, perciò è un utile parametro per stimare la digeribilità dell’alimento: maggiore è il contenuto di ADF, minore è la digeribilità;
elevato contenuto in nutrienti (proteine, sali minerali, vitamine, ecc…).
Da questo punto di vista il foraggio di erba medica presenta caratteristiche nutrizionali molto positive quali l’elevato contenuto proteico, minerale, vitaminico e la buona qualità della fibra.
Il foraggio di erba medica risulta particolarmente adatto per bovine molto produttive, a condizione che lo sfalcio sia eseguito nello stadio ottimale.
Il momento del taglio influenza la concentrazione energetica, il contenuto proteico e la digeribilità, che risultano decrescere rapidamente dallo stadio di bottoni fiorali in poi; con il procedere della fioritura, infatti, diminuisce la proporzione di foglie a favore degli steli, nei quali, inoltre, si assiste all’aumento delle componenti fibrose (lignina, cellulosa ed emicellulosa).
con tagli frequenti la perdita produttiva è trascurabile e generalmente controbilanciata da un miglioramento della qualità del foraggio. E’ però necessario scegliere cultivar che siano adatte agli sfalci ravvicinati e quindi in grado di assicurare buona vitalità e durata del prato.
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