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I tannini del Sorgo che appartengono alla classe dei polifenoli condensati svolgono essenzialmente una azione protettiva sulla granella rendendola meno suscettibile agli attacchi degli uccelli e più resistenti agli agenti atmosferici ed alle muffe. Se presenti in quantità rilevanti,
provocano, attraverso processi di insolubilizzazione
delle proteine, una riduzione della digeribilità e quindi del valore
nutritivo dell’alimento.
La ricerca ed il miglioramento genetico
hanno portato alla
costituzione di ibridi a basso o nullo
tenore in tannini; la presenza ed il tenore
di tannini sono solo parzialmente deducibili,
a differenza di quanto erroneamente
si è spesso portati a credere, dall’esame
del colore della granella.
I sorghi a granella bianca hanno,
nella quasi totalità dei casi, tenori pressoché
nulli di tannino; quelli a granella
colorata possono avere invece tenori
molto variabili in tannino, non strettamente
correlati con l’intensità di colorazione
della granella stessa.
Solo alcune specifiche analisi chimiche
sono quindi in grado di rilevare
l’effettivo tenore di tali sostanze antinutrizionali
e di valutare il valore nutritivo
della granella stessa.
Diverse prove di alimentazione,
condotte sulle principali specie animali,
hanno dimostrato la pressoché totale
equivalenza del valore nutritivo della
granella di sorghi a basso o nullo tenore
in tannini rispetto a quella di mais.
Gli ibridi a basso tenore in tannino sono
talora preferiti a quelli a tenore nullo,
sia per la maggiore resistenza ai
danni operati da uccelli granivori, sia
per il minore deterioramento che la
granella subisce in campo e in magazzino.
Il panorama varietale è comunque
oramai composto per la quasi totalità
da ibridi a basso o nullo tenore in tannino.
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