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Le soie crude integrali destinate all’alimentazione animale
L’alto valore nutrizionale della soia è dovuto principalmente agli aminoacidi che compongono la proteina, ma l’impiego diretto della stessa è impedito dalla presenza di fattori antinutrizionali che inibiscono la completa utilizzazione della proteina da parte degli animali e dell’uomo.
Questi fattori, presenti nella soia cruda, vengono eliminati solo previo trattamento industriale o in ogni modo dopo un trattamento termico.
Due sono i fattori inibitori della proteasi:
- Kunitz Triypsin inhibitor
- Bowman-Birk inhibitor
che inibiscono la tripsina e chimotripsina.
Queste proteine inibitrici rappresentano circa il 6% delle proteine totali dei semi di soia e sono responsabili del minor sviluppo corporeo rilevabile negli animali alimentati con soia cruda.
Le varietà di soia commercializzate in Italia hanno un contenuto di questi fattori antinutrizionali superiore a 22 mg per grammo di farina integrale. Tale valore non consente l’uso della soia senza trattamenti preventivi.
La possibilità di utilizzare direttamente la soia cruda nell’alimentazione animale passa tramite la riduzione di questi fattori antinutrizionali.
Mediante tecniche di miglioramento genetico tradizionale sono state ottenute delle varietà di soia che presentano un livello di fattori antinutrizionali di 10-12 mg/g, valore che permette l’utilizzo diretto della granella di soia cruda.
Le varietà, con basso contenuto di fattori antinutrizionali, che hanno superato i test analitici e produttivi previsti dal regolamento Comunitario e Nazionale per l’iscrizione al Registro Nazionale delle Varietà, sono HILARIO, AIRES, PEDRO e ASCASUBI. |
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